Domenica, compleanno mamma.
Regalo: biglietto d’ingresso al Parco Sigurtà con giretto in golfcar…..x 2.
E chi è secondo voi l’accompagnatore di mamma? Il suo fedele consorte rompicazzi, mio padre.
Oggi, festa del papà, e babbo s’è cuccato l’ennesimo accessorio da ciclista: un tecnologissimo cardiofrequenzimetro Polar. Regalo più che utile. Necessario, dal momento che babbo ha collezionato negli ultimi 10 anni un numero indefinibile di collassi, 9 cardioversioni, 1 ablazione.
Ora non sto a sindacare sull’ingratitudine del marito di mia madre che ogni volta spegne il mio entusiasmo con la disinvoltura di chi spegne una candela con un soffio, ma rivolgo una profonda riflessione a me stessa: perché mi piace così tanto coccolare, viziare, prendermi cura degli ometti che mi circondano anche se a volte l’ometto in questione non merita neppure uno sputo della mia nobile saliva?
Perché, se esco a pranzo con un’amico offro io - povera in danari, ricca in fondo al cuore - con la stessa disinvoltura di mio padre, il candeliere, ma quando la offro ad un’amica mi faccio un nodo al fazzoletto fintanto che non ricambia la cortesia?
Perché, se devo fare un regalo ad un ometto del mio cuore, agisco con tutta l’originalità di cui sono capace, mentre se si tratta di un regalo “in rosa” abuso dell’ordinarietà della confezionatrice di pacchetti regalo del negozio in cui lo acquisto? E se non è periodo d’incartamenti a gratis mi girano pure i coglioni perché devo fare da me!
Zoccola o misogina?
Qualcuno darebbe la colpa al Sig. Edipo, che non so bene quale strumento suoni nel suo complesso.
Ed ora, sempre nel giorno della festa del papà, dedico una parte di post al futuro padre dei miei figli:
“Amo, sto lavorando per noi, tessendo come un ragno il prototipo della tela del Baron Rouge”….
Perché a noi piace la carne. Al sangue.
Dulcis in fundo, perché oggi ce n’è per tutti….un benvenuto al mio Psyco preferito, che con le sue pizze ipercaloriche a mezzogiorno, i suoi discorsi riflessivi e profondi intervallati da piogge di stronzate, ed i suoi morbidissimi abbracci barbuti, mi regala delle pause pranzo da collezione: una delizia per il palato, una carezza per l’anima.
Confidando in una tua costante presenza morale anche dal Perù, porgo i miei più sentiti pacchi telefonici. Perché la lupacchiotta viziosa, non perde il pelo, ma si fa la ceretta.
A venerdì….brioches integrale al miele, grazie.
Ma soprattutto a martedì….quest’invito a cena è quasi una sfida, ci sarò.
L’ho detto.
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