Questo uic ho imparato che non sempre la prima impressione è quella giusta.
Il mio fine settimana è iniziato giovedì sera. Come dicevo qualche post fa, io e il mio amo andiamo pazzi per la carne. Al sangue.
Cena in un rinomato ristorante di Castelfranco. Grigliata mista cotta alla brace e, dato che siamo in periodo di elezioni, l’abbiamo bagnata con un’ottimo Capo di Stato. L’oste della serata era Edison, un colombiano gay di tutto rispetto. Bellezza, unita a dolcezza e professionalità….è proprio il caso di dire: “quanta carne sprecata”!!!
Approfondirò la sua conoscenza in seguito; lui ed il suo ex compagno, ma attuale coinqui, saranno lieti di averci come ospiti commensali ad un banchetto d’inizio settimana in qualche lunedì sera d’aprile. Augurandomi che la cena non sia a base di lingua e culatello, vi aggiornerò prossimamente.
Venerdì volato tra palestra, pulizie, e spettacolo di Natalino Balasso – “Ercole in Polesine”. Un uomo, un comico, un mito, che ringrazio per aver contribuito ad accrescere le mie rughe d’espressione.
Ma veniamo a Sabato/Domenica.
Location: Bolzano.
Live motiv: spinning – “music & light event”.
Un vero evento, per una sportiva come me che compra due destri di guantini.
Tra una fetta di torta sognata, un paio di saune da percezione di calore corporea pari a 100°, il mio sangue ribolliva come l’acqua a quella temperatura all’idea del dinner & party in mezzo a tutti quegli sportivoni tutti muscoli e niente cervello.
Ora, lasciamo stare che io e la mia compagna d’avventure/sventure abbiamo percorso il monte Appiano in lungo e in largo perché leggevamo la cartina al contrario; lasciamo stare che anche se la cartina indica di andare sempre dritti anche in rotonda, a noi piaceva svoltare a destra così, senza motivo; lasciamo stare che non abbiamo presenziato al meeting pre-dinner perché ci piaceva fare una vasca in Via Paeeeermo; lasciando stare tutto quanto premesso, l’importante è che siamo arrivate puntuali (addirittura anche un po’ in anticipo) al party….e se la donna al volante è un pericolo costante, fidati che donne come noi per la lista dei vini c’hanno dei palati sopraffini!
Così tra un Lagrein e l’altro abbiamo iniziato il nostro party senza dinner.
Entra Rambo, con la coppola inchiodata alla capa per tutto il tempo. Un vero Mastrolindo dai bicipiti doppati. Lo seguono un paio di milanesi superlampadati, sopracciglio appena uscito dal Dea Centre all’angolo, vestiti in serie: maglioncino aderente rigato orizzontalmente di una lunghezza massima sino all’elastico firmato, chiaramente in evidenza.
E poi arriva lui…..lo Scamarcio dei poveri, la mia attrazione preferita. Forse perché s’aggira per i tavoli con la boccia di rosso in mano come un vero barbone di classe. Lui si che s’immedesima alla perfezione nei panni che indossa: camicia bianca e gilet nero; camerero stanco, dal fegato infranto. Perché miei cari, bisogna sfatare il mito dello sportivo salutista: questi si son bevuti l’Adige quella sera! Un affluente ce lo siamo scolate anche io e la mia socia cmq, quale iniziazione dello spinner!
Poi, tra tutti i 150, c’era qualche altra zoccola, un paio di convinti/e (che non mancano mai), qualche sfigato/a, per il resto persone ordinarie….ora, non è ch’io fossi andata lì per cuccare, ma almeno per socializzare con qualche persona normalmente interessante si.
Niente da fare, gli argomenti erano lo spinning, il meeting, le ride del giorno seguente, eccetera eccetera eccetera….
Ma dove sono finiti i tempi in cui, per almeno i primi 5 minuti, rivolgevi al tuo interlocutore domande tipo “Come ti chiami? Quanti anni hai? Di dove sei? Che lavoro fai? Che lavoro non fai?”….mi son persa qualche aggiornamento legale? E’ considerata violazione della privacy forse?
Insomma, ho reso l’idea di quanto mi fossa rotta il cazzo lì in mezzo?
Ma domenica…..domenica mi son dovuta ricredere. Il palazzetto dello sport sembrava allestito per un concerto di qualche cantante rock famoso: palco con 3 schermi giganti alle spalle, batteria bonghi e consolle, occhi di bue dovunque che disegnavano spettacoli pirotecnici sugli spalti, 240 bike transennate perfettamente disposte in fila indiana quasi in adorazione dello scenario a cui si stava per assistere…..
Si apre il sipario Signore e Signori.
Si pedala a comando dell’esperto in materia, che guarda caso è proprio Francis Ford della Coppola chiodata….un’animale, non un’istruttore. Un cane rabbioso che ringhia per portare il battito del tuo cuore al limite dell’adrenalina più pura; che ti ordina di far scorrere la musica pompata ad effetto psichedelico a 400milawatt dentro le tue vene; che fa di una disciplina sportiva un’afterhour in cui si spacciano integratori vitaminici; che riesce a far danzare il tuo corpo anche a cavallo di una bicicletta.
Ho cannato in prima, Signore e Signori. Tutta quella gente esaltata la sera antecedente, sapeva a cosa andava incontro. Gente di ognidove che si ritrova periodicamente a condividere la stessa venale passione per uno sport la cui regola n.1 è: DIVERTIRSI.
Ho confermato però la mia teoria delle iniziali degli oggetti che cadono: ero certa che S e A non sono solo le iniziali di Scottex e Acqua….
Dopo questo racconto prolisso, chiudo per lutto un paio di giorni. La mia anima è triste ed i miei pensieri sono vuoti….Amo è a fare immersioni in Sudan, e Totti ed Ilary non avevano un filo lungo abbastanza da oltrepassare il mar rosso.
domenica 30 marzo 2008
giovedì 20 marzo 2008
Indika
-Ho voglia di poesia- pensò.
Aveva voglia di poesia come si può aver voglia di una cioccolata densa densa in una serata d’inverno. Era come una voglia di coccole. Arrivava d’improvviso e bruciava, Dio come bruciava. Poco prima non avevi che qualche stralcio di vita addosso e tutto d’un tratto ecco che pulsa da dentro un desiderio indefinito che ha il profumo dei buoni propositi, il sapore di riscossa e l’amaro retrogusto della procrastinazione. Ma quello viene dopo, appena dopo.
Un attimo prima hai assaporato vita pura, lo sai perché è quella spinta in avanti la vita, non può essere nient’altro, lo sai, lo senti, quel calcio in culo dal nulla la vita, ma poi sbatti inesorabilmente contro l’esistenza. La tua.
Nessuno ha una vita sola, mai.
Tutti ne vivono almeno due: quella che hanno e quella che vorrebbero se ne avessero una diversa.
C’è gente che passa l’intera vita a cercare di far coincidere le due immagini: ed è sensato che si rincorra la propria felicità. Cosa succede però quando qualcuno nasce corredato di sogni troppo grandi? Non li decidi mica tu i tuoi desideri, è tutto compreso nel pacchetto solo non ci sono le istruzioni per l’uso tutto qui.
E’ lì che entra in gioco la poesia. Quella voglia sensuale di emozione di sensazione è qualcosa d’inspiegabile, se fosse un suono sarebbe il sospiro trasognante di una donna se fosse un tessuto sarebbe sicuramente seta.
S’insinua nei pensieri di ogni giorno, quelli meccanici, quelli banali tipo “devo fare la spesa” o “che cazzo mi metto oggi?” ed è come una virgola messa nel posto sbagliato che ti scombina tutto e tu non capisci più come devi leggere. Se però la spogli questa strana voglia un po’ euforica un po’ malinconica, troverai che il suo arrivare non ha niente di poetico. Se la vuoi allora significa che ti manca e se ti manca allora è davvero uno schifo. Però anche questa sensazione non è mica male… Bisogna scegliere: o la poesia o il desiderio di essa. Non puoi avere entrambi. Luce e buio non coesistono. Scegli. Non è ovvio come può sembrare perché per alcuni l’attesa è meglio di ciò che si attende. Crogiolarsi, dolce, ardente e struggente crogiolarsi. Questo puoi farlo all’infinito.
-P-O-E-S-I-A.- Solo a dirlo lo senti che sa di qualcosa di avvolgente, come uno scialle di seta o un bagno caldo in una vasca piena di densa cremosa cioccolata.
Tratto da "Pensieri Fumanti" di Indika......perchè quando s'indika col dito la luna, gli sciocchi guardano il dito.
Aveva voglia di poesia come si può aver voglia di una cioccolata densa densa in una serata d’inverno. Era come una voglia di coccole. Arrivava d’improvviso e bruciava, Dio come bruciava. Poco prima non avevi che qualche stralcio di vita addosso e tutto d’un tratto ecco che pulsa da dentro un desiderio indefinito che ha il profumo dei buoni propositi, il sapore di riscossa e l’amaro retrogusto della procrastinazione. Ma quello viene dopo, appena dopo.
Un attimo prima hai assaporato vita pura, lo sai perché è quella spinta in avanti la vita, non può essere nient’altro, lo sai, lo senti, quel calcio in culo dal nulla la vita, ma poi sbatti inesorabilmente contro l’esistenza. La tua.
Nessuno ha una vita sola, mai.
Tutti ne vivono almeno due: quella che hanno e quella che vorrebbero se ne avessero una diversa.
C’è gente che passa l’intera vita a cercare di far coincidere le due immagini: ed è sensato che si rincorra la propria felicità. Cosa succede però quando qualcuno nasce corredato di sogni troppo grandi? Non li decidi mica tu i tuoi desideri, è tutto compreso nel pacchetto solo non ci sono le istruzioni per l’uso tutto qui.
E’ lì che entra in gioco la poesia. Quella voglia sensuale di emozione di sensazione è qualcosa d’inspiegabile, se fosse un suono sarebbe il sospiro trasognante di una donna se fosse un tessuto sarebbe sicuramente seta.
S’insinua nei pensieri di ogni giorno, quelli meccanici, quelli banali tipo “devo fare la spesa” o “che cazzo mi metto oggi?” ed è come una virgola messa nel posto sbagliato che ti scombina tutto e tu non capisci più come devi leggere. Se però la spogli questa strana voglia un po’ euforica un po’ malinconica, troverai che il suo arrivare non ha niente di poetico. Se la vuoi allora significa che ti manca e se ti manca allora è davvero uno schifo. Però anche questa sensazione non è mica male… Bisogna scegliere: o la poesia o il desiderio di essa. Non puoi avere entrambi. Luce e buio non coesistono. Scegli. Non è ovvio come può sembrare perché per alcuni l’attesa è meglio di ciò che si attende. Crogiolarsi, dolce, ardente e struggente crogiolarsi. Questo puoi farlo all’infinito.
-P-O-E-S-I-A.- Solo a dirlo lo senti che sa di qualcosa di avvolgente, come uno scialle di seta o un bagno caldo in una vasca piena di densa cremosa cioccolata.
Tratto da "Pensieri Fumanti" di Indika......perchè quando s'indika col dito la luna, gli sciocchi guardano il dito.
mercoledì 19 marzo 2008
CREPI L'AVARIZIA
Domenica, compleanno mamma.
Regalo: biglietto d’ingresso al Parco Sigurtà con giretto in golfcar…..x 2.
E chi è secondo voi l’accompagnatore di mamma? Il suo fedele consorte rompicazzi, mio padre.
Oggi, festa del papà, e babbo s’è cuccato l’ennesimo accessorio da ciclista: un tecnologissimo cardiofrequenzimetro Polar. Regalo più che utile. Necessario, dal momento che babbo ha collezionato negli ultimi 10 anni un numero indefinibile di collassi, 9 cardioversioni, 1 ablazione.
Ora non sto a sindacare sull’ingratitudine del marito di mia madre che ogni volta spegne il mio entusiasmo con la disinvoltura di chi spegne una candela con un soffio, ma rivolgo una profonda riflessione a me stessa: perché mi piace così tanto coccolare, viziare, prendermi cura degli ometti che mi circondano anche se a volte l’ometto in questione non merita neppure uno sputo della mia nobile saliva?
Perché, se esco a pranzo con un’amico offro io - povera in danari, ricca in fondo al cuore - con la stessa disinvoltura di mio padre, il candeliere, ma quando la offro ad un’amica mi faccio un nodo al fazzoletto fintanto che non ricambia la cortesia?
Perché, se devo fare un regalo ad un ometto del mio cuore, agisco con tutta l’originalità di cui sono capace, mentre se si tratta di un regalo “in rosa” abuso dell’ordinarietà della confezionatrice di pacchetti regalo del negozio in cui lo acquisto? E se non è periodo d’incartamenti a gratis mi girano pure i coglioni perché devo fare da me!
Zoccola o misogina?
Qualcuno darebbe la colpa al Sig. Edipo, che non so bene quale strumento suoni nel suo complesso.
Ed ora, sempre nel giorno della festa del papà, dedico una parte di post al futuro padre dei miei figli:
“Amo, sto lavorando per noi, tessendo come un ragno il prototipo della tela del Baron Rouge”….
Perché a noi piace la carne. Al sangue.
Dulcis in fundo, perché oggi ce n’è per tutti….un benvenuto al mio Psyco preferito, che con le sue pizze ipercaloriche a mezzogiorno, i suoi discorsi riflessivi e profondi intervallati da piogge di stronzate, ed i suoi morbidissimi abbracci barbuti, mi regala delle pause pranzo da collezione: una delizia per il palato, una carezza per l’anima.
Confidando in una tua costante presenza morale anche dal Perù, porgo i miei più sentiti pacchi telefonici. Perché la lupacchiotta viziosa, non perde il pelo, ma si fa la ceretta.
A venerdì….brioches integrale al miele, grazie.
Ma soprattutto a martedì….quest’invito a cena è quasi una sfida, ci sarò.
L’ho detto.
Regalo: biglietto d’ingresso al Parco Sigurtà con giretto in golfcar…..x 2.
E chi è secondo voi l’accompagnatore di mamma? Il suo fedele consorte rompicazzi, mio padre.
Oggi, festa del papà, e babbo s’è cuccato l’ennesimo accessorio da ciclista: un tecnologissimo cardiofrequenzimetro Polar. Regalo più che utile. Necessario, dal momento che babbo ha collezionato negli ultimi 10 anni un numero indefinibile di collassi, 9 cardioversioni, 1 ablazione.
Ora non sto a sindacare sull’ingratitudine del marito di mia madre che ogni volta spegne il mio entusiasmo con la disinvoltura di chi spegne una candela con un soffio, ma rivolgo una profonda riflessione a me stessa: perché mi piace così tanto coccolare, viziare, prendermi cura degli ometti che mi circondano anche se a volte l’ometto in questione non merita neppure uno sputo della mia nobile saliva?
Perché, se esco a pranzo con un’amico offro io - povera in danari, ricca in fondo al cuore - con la stessa disinvoltura di mio padre, il candeliere, ma quando la offro ad un’amica mi faccio un nodo al fazzoletto fintanto che non ricambia la cortesia?
Perché, se devo fare un regalo ad un ometto del mio cuore, agisco con tutta l’originalità di cui sono capace, mentre se si tratta di un regalo “in rosa” abuso dell’ordinarietà della confezionatrice di pacchetti regalo del negozio in cui lo acquisto? E se non è periodo d’incartamenti a gratis mi girano pure i coglioni perché devo fare da me!
Zoccola o misogina?
Qualcuno darebbe la colpa al Sig. Edipo, che non so bene quale strumento suoni nel suo complesso.
Ed ora, sempre nel giorno della festa del papà, dedico una parte di post al futuro padre dei miei figli:
“Amo, sto lavorando per noi, tessendo come un ragno il prototipo della tela del Baron Rouge”….
Perché a noi piace la carne. Al sangue.
Dulcis in fundo, perché oggi ce n’è per tutti….un benvenuto al mio Psyco preferito, che con le sue pizze ipercaloriche a mezzogiorno, i suoi discorsi riflessivi e profondi intervallati da piogge di stronzate, ed i suoi morbidissimi abbracci barbuti, mi regala delle pause pranzo da collezione: una delizia per il palato, una carezza per l’anima.
Confidando in una tua costante presenza morale anche dal Perù, porgo i miei più sentiti pacchi telefonici. Perché la lupacchiotta viziosa, non perde il pelo, ma si fa la ceretta.
A venerdì….brioches integrale al miele, grazie.
Ma soprattutto a martedì….quest’invito a cena è quasi una sfida, ci sarò.
L’ho detto.
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martedì 18 marzo 2008
LAVORI IN CORSO
Occhio a non scivolare: per terra è bagnato da un paio di gocce di memoria.Pavimento sdrucciolevole: ho rivangato il passato.
Ho appena dato la cera al mio cuore: ho nutrito la mia anima, perché vivere e rivivere tutto ciò che ti ha maturato, cresciuto e fatto sorridere somiglia ad un fulmine a ciel sereno. Un lampo in pieno giorno che illumina il tuo cammino più della luce del sole. Ma non vedi la tua ombra perché sei concentrata a cercare la sua…..non c’è.
Eppure senti il suo respiro, la sua voce, le sue mani su di te….
Rivedi materializzarsi un tavolo, una sedia, un letto…..ma non quell’ombra.
Eppure c’è, il suo respiro ti scalda il collo, la sua voce ti entra dentro, le sue mani ti scivolano addosso…..ma il fantasma del passato non vuole farsi vedere. Gioca a nascondino. E la sua tana non libera tutti, ma imprigiona le emozioni.
Occhi sbarrati alla ricerca di ciò che è solo chimico.
Orecchie aperte….per farti entrare dentro ciò che senti.
Mani chiuse a pugno per non lasciar uscire le carezze…..
Quell’ombra è il miraggio dell’acqua in pieno deserto.
E’ il sole che si eclissa dietro la luna…..
Ora chiudo le finestre e me ne vado perché fuori è buio. Chiudo la porta del passato e ritorno con la luce del giorno. Lascio il frigo pieno e la tavola apparecchiata per chi volesse entrare dopo di me. Ma fai attenzione Sig.Ombra, mettiti le pattine perché il mio pavimento è delicato e non devi far rumore……qualcuno si potrebbe svegliare….
venerdì 7 marzo 2008
PaperGiga versione Rambo
Visto il post di cui sotto, in cui ho decantato non solo le sue doti di amatore, ma anche e soprattutto quelle di protettore (inteso come guardiano della mia incolumità psicofisica, non come pappone), ecco a Voi un’altra versione della mia guardia del corpo:

lui, il Robin Hood dei poveri, il giustiziere della notte…….più che John, è Joynt Rambo!

lui, il Robin Hood dei poveri, il giustiziere della notte…….più che John, è Joynt Rambo!
PAPERGIGA
Siete avvisati. Ho un bodyguard. E’ alto 1,97 e pesa 112 Kg. E dico centododici!!!
Ed è cattivo, tanto cattivo.
In verità è buono come il pane, tant’è che l’ho soprannominato “Gigante Buono”, o “Giga” quand’ho fretta. Giga Robot d’acciaio mi ama, e prega Dio (se ci credi) di non torcermi un capello perché per te è la fine. Per me potrebbe uccidere.
Anch’io lo amo, perché è un VERO AMICO. Ha scelto un lavoro bastardo che lo porta ad essere spesso in giro per il mondo, ma avete presente quella sensazione di presenza che provi anche solo a pensare una persona? Perfetto, sapete cosa intendo se dico che anche se la sua pelle è in Ciad, la sua anima siede al mio fianco.
Lui per me è lo scottex che asciuga le mie lacrime, il vinavil che ricompone il mio cuore spezzato, il vino che m’inebria, la droga che mi dà euforia.
Lui ne ha combinate davvero più di Bertoldo, costruendosi una fama forse poco rispettabile in passato. Il passato ci segna con cicatrici evidenti. Dentro e fuori. Il problema è che pochi vanno oltre alle chiacchiere da bar, e quasi nessuno frena la lingua pensando con profonda consapevolezza che le persone cambiano…..e tutti, me compresa, vantiamo la presunzione di SAPERE anche quando non si CONOSCE.
Io lo conosco, ma non finisco mai di scoprirlo.
Ho cenato da lui sabato sera, e nell’intervallo del film che mi sono guardata da sola (in tanquillità, perché tanto lui non russa) mi sono commossa notando un particolare alla toilette:

Donne single alla ricerca del principe azzurro, udite:
ora lui di azzurro c’avrà solo gli occhi, ma nelle sue vene scorre un animo nobile,
respira aria ed espira amore.
Se volete protezione, le sue mani allontaneranno anche il temporale che vi bagna.
Se volete romanticismo vi regalerà un giardino di poesie.
Se volete il sole, vi regalerà l’equatore.
Quindi donne, se nessuno vi ha mai fatto sentire tali, affrettatevi!
Recapitate a questo indirizzo blog il vostro curriculum vitae. Vi faremo sapere.
No perditempo, no sciacquette, no rompicazzi.
Ed è cattivo, tanto cattivo.
In verità è buono come il pane, tant’è che l’ho soprannominato “Gigante Buono”, o “Giga” quand’ho fretta. Giga Robot d’acciaio mi ama, e prega Dio (se ci credi) di non torcermi un capello perché per te è la fine. Per me potrebbe uccidere.
Anch’io lo amo, perché è un VERO AMICO. Ha scelto un lavoro bastardo che lo porta ad essere spesso in giro per il mondo, ma avete presente quella sensazione di presenza che provi anche solo a pensare una persona? Perfetto, sapete cosa intendo se dico che anche se la sua pelle è in Ciad, la sua anima siede al mio fianco.
Lui per me è lo scottex che asciuga le mie lacrime, il vinavil che ricompone il mio cuore spezzato, il vino che m’inebria, la droga che mi dà euforia.
Lui ne ha combinate davvero più di Bertoldo, costruendosi una fama forse poco rispettabile in passato. Il passato ci segna con cicatrici evidenti. Dentro e fuori. Il problema è che pochi vanno oltre alle chiacchiere da bar, e quasi nessuno frena la lingua pensando con profonda consapevolezza che le persone cambiano…..e tutti, me compresa, vantiamo la presunzione di SAPERE anche quando non si CONOSCE.
Io lo conosco, ma non finisco mai di scoprirlo.
Ho cenato da lui sabato sera, e nell’intervallo del film che mi sono guardata da sola (in tanquillità, perché tanto lui non russa) mi sono commossa notando un particolare alla toilette:
Io lo amo ogni giorno di più. Come può un uomo di 31 anni, single viaggiatore di CENTODODICICHILI, avere un cuore così bambino???
Ora è doveroso un appello.
Donne single alla ricerca del principe azzurro, udite:
ora lui di azzurro c’avrà solo gli occhi, ma nelle sue vene scorre un animo nobile,
respira aria ed espira amore.
Se volete protezione, le sue mani allontaneranno anche il temporale che vi bagna.
Se volete romanticismo vi regalerà un giardino di poesie.
Se volete il sole, vi regalerà l’equatore.
Quindi donne, se nessuno vi ha mai fatto sentire tali, affrettatevi!
Recapitate a questo indirizzo blog il vostro curriculum vitae. Vi faremo sapere.
No perditempo, no sciacquette, no rompicazzi.
martedì 4 marzo 2008
lunedì 3 marzo 2008
QUESTIONE DI QUESTIONARIO
Lo scorso venerdì ho imparato che la vita, è tutta una questione di questionario da compilare.
Sia che tu debba aprire un conto corrente, sposarti, o invitare a cena MarcoGambaZero.
Per attestare l’idoneità a tutte e tre le cose insieme, mi vengono in mente domande tipo:
- QUANTO SEI DISPOSTO AD INVESTIRE?
- PER QUANTO TEMPO?
- E QUANTO SEI DISPOSTO A RISCHIARE?
- CREDI DI ESSERTI AFFIDATO ALLA PERSONA CHE RISPONDE ALLE TUE ESIGENZE?
- COSA TI ASPETTI POSSA FARE LUI/LEI PER TE?
Chissà se MarcoGambaZero (ora chiamato anche MarcoPolsoZero) ne ha fatto compilare uno anche alla Piccola Pai prima di chiederle la mano……
E chissà se il giorno del fatidico SI pronuncerà la frase come rivista e corretta in copione serale: “prometto che m’IMPEGNERO’ ad amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita, nella salute e nella malattia, in ricchezza ed in povertà, finchè morte non ci separi”…..perché lui di garanzie non parla, promesse non ne fa, e apre una polemica soggettiva di fronte alla parola FINE.
Io suggerisco alla Piccola Pai di fare come Julia Roberts in “Se scappi ti sposo”, visto che la prova generale di venerdì l’ha superata col miglior punteggio ottenuto!
Sono una donna paziente, ma attendo con ansia il giorno in cui convoleranno a nozze, perché sono paziente quanto curiosa….curiosa di vedere se al posto degli inviti spedirà questionari!
Sia che tu debba aprire un conto corrente, sposarti, o invitare a cena MarcoGambaZero.
Per attestare l’idoneità a tutte e tre le cose insieme, mi vengono in mente domande tipo:
- QUANTO SEI DISPOSTO AD INVESTIRE?
- PER QUANTO TEMPO?
- E QUANTO SEI DISPOSTO A RISCHIARE?
- CREDI DI ESSERTI AFFIDATO ALLA PERSONA CHE RISPONDE ALLE TUE ESIGENZE?
- COSA TI ASPETTI POSSA FARE LUI/LEI PER TE?
Chissà se MarcoGambaZero (ora chiamato anche MarcoPolsoZero) ne ha fatto compilare uno anche alla Piccola Pai prima di chiederle la mano……
E chissà se il giorno del fatidico SI pronuncerà la frase come rivista e corretta in copione serale: “prometto che m’IMPEGNERO’ ad amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita, nella salute e nella malattia, in ricchezza ed in povertà, finchè morte non ci separi”…..perché lui di garanzie non parla, promesse non ne fa, e apre una polemica soggettiva di fronte alla parola FINE.
Io suggerisco alla Piccola Pai di fare come Julia Roberts in “Se scappi ti sposo”, visto che la prova generale di venerdì l’ha superata col miglior punteggio ottenuto!
Sono una donna paziente, ma attendo con ansia il giorno in cui convoleranno a nozze, perché sono paziente quanto curiosa….curiosa di vedere se al posto degli inviti spedirà questionari!

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